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Avatar_20160325232234.jpg   MODULATORI DELLA MELANOGENESI
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tempista
Poiché la tirosinasi controlla la biosintesi di melanina nei melanociti epidermici, agire sull'attività di tale enzima rappresenta una valida strategia per correggere i difetti da iperpigmentazione. Esempi di composti con questo tipo di meccanismo d'azione sono:

L'Acido Cogico è un agente depigmentante di origine fungina. Inibisce la tirosinasi, chelando il rame nel sito attivo. Tuttavia, si tratta di una molecola instabile, che a contatto con aria e luce si ossida perdendo la propria attività e conferendo al prodotto in cui è inserita una colorazione scura. Può dare problemi di sensibilizzazione, allergie da contatto e dermatiti.

L'Idrochinone è un composto naturale che si può ritrovare in molte piante e in prodotti come caffè, thè, birra. Diminuisce l'attività della tirosinasi in diversi modi: interagendo con il rame nel sito attivo dell'enzima, alterando il funzionamento dei melanosomi, determinando un danno ossidativo alla membrana lipidica e alle proteine dei melanociti. E' un composto molto efficace, ma può provocare, soprattutto a concentrazioni elevate, diversi effetti collaterali, come irritazione della pelle, dermatiti da contatto, citotossicità, ocronosi esogena (imbrunimento dell'area trattata). Viene generalmente impiegato in concentrazioni pari al 2%, ma l'impiego come schiarente della cute è limitato alle prescrizioni dermatologiche e l'uso in prodotti cosmetici è vietato per legge.

L'Arbutina è un glucoside naturale dell'idrochinone che si trova nelle piante di uva ursina, mirtilli, lamponi e molti tipi di pere. Inibisce l'enzima tirosinasi con un meccanismo non ancora chiarito, differente rispetto a quello dell'idrochinone, poiché non interviene né sulla sintesi, né sull'espressione dell'enzima. Un derivato di semisintesi dell'arbutina, la Desossiarbutina, ha dimostrato una capacità di inibire la tirosinasi già a concentrazioni decisamente inferiori rispetto a quelle necessarie con l'idrochinone e l'arbutina.1 Presenta inoltre una buona capacità antiossidante, contribuendo così a ridurre la quantità di radicali liberi generati dai raggi UV.

L'Acido Azelaico è un acido bicabossilico prodotto naturalmente da alcuni funghi; inibisce la formazione di melanina nei casi di iperattività dei melanociti: melanosi da fotosensibilizzazione, melasma, melanosi postinfiammatoria. Proprietà schiarenti sono attribuite anche all'acido octadecenedioico, anch'esso un acido bicarbossilico, che si è dimostrato efficace in percentuale notevolmente inferiore (2%) rispetto a quella impiegata per l'acido azelaico (20%).

I Polifenoli sono molecole ampiamente distribuite in natura, che è possibile ritrovare nelle diverse parti di molte piante (fusti, foglie, radici, fiori). Sono composti che presentano effetti collaterali inferiori rispetto ad Arbutina ed Acido Cogico, per cui sono più indicati per l'uso cosmetico, anche se i risultati e l'efficacia spesso si basano su studi effettuati solo in vitro o su cavie da laboratorio.

L'attività schiarente dei flavonoli è riconducibile ad un meccanismo di azione competitiva sulla tirosinasi, che - grazie alla presenza di un residuo 3-idrossi-4-chetonico - gioca un ruolo essenziale nella chelazione del rame. Appartengono a questo gruppo composti come l'Acido Ellagico, estratto da piante come melograno, fragola, thè verde ed eucalipto, che ha mostrato in vitro un'attività inibitoria dell'enzima tirosinasi paragonabile a quella dell'Arbutina e dell'Acido Cogico2. Il Mulberroside F, estratto dalle foglie di Morus alba, ha dimostrato di essere quattro volte più potente rispetto all'Acido Cogico nell'inibire la sintesi di melanina e l'attività dell'enzima3.

Gli estratti di liquirizia (specie Glycirrhiza) dimostrano buone capacità di schiarire la cute grazie alla presenza degli isoflavonoidi. Tra questi la Glabridina ha dimostrato di esercitare un'azione sulla tirosinasi quindici volte superiore a quella dell'Acido Cogico e la depigmentazione è superiore a quella che si ottiene con l'Arbutina.Recentemente è stata isolata la Gliasperina C con attività doppia rispetto alla Glabridina. Gli isoflavonoidi presentano, inoltre, spiccate proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, e sono in grado di inibire la produzione di radicali liberi.

Sempre appartenenti alla famiglia della Glycirrhiza, composti efficaci nell'inibire l'enzima tirosinasi con un meccanismo di tipo competitivo, sono i calconi: Licuraside, Isolirquitina, Licocalcone A. Quest'ultimo ha dimostrato di possedere un'attività pari a 5 volte quella dell'Acido Cogico. Da un punto di vista chimico, si ritiene che l'inibizione dell'enzima sia dovuta al residuo di 4-resorcinolo (isomero dell'idrochinone), caratteristico della struttura dei calconi.4 Studi in vivo che accertino la reale efficacia di questa classe di composti sono però ancora limitati.
Le Cumarine come l'Aloesina, composto glicosilato estratto dalla pianta dell'Aloe vera, sono inibitori dell'enzima tirosinasi in grado di bloccare la produzione di melanina in colture di melanociti. La potente azione antiossidante, in sinergia con l'azione schiarente, rende l'Aloe una pianta potenzialmente utile nel trattamento dei disturbi da iperpigmentazione.

Tra i polifenoli più efficaci nell'inibire la funzionalità dell'enzima tirosinasi ritroviamo gli stilbeni, composti fenolici a basso peso molecolare. L'Oxyresveratrolo è un idrossistilbene ricavato dalla pianta di Morus alba, che ha dimostrato un'azione inibente della tirosinasi 30 volte superiore all'acido cogico, grazie alla presenza nella sua struttura del 4-Resorcinolo (isomero dell'idrochinone, analogo a quello contenuto nei sopra citati calconi). Il Resveratrolo, privo di tale struttura, presenta un'attività inibitoria notevolemente inferiore. E' una molecola sicura, priva di effetti irritanti.

1) Boissy RE, Visscher M, DeLong MA. Deoxyarbutin: a novel reversibile tyrosinase inhibitory with effective in vivo skin ligthening potency. Exp Dermatol. 2005; 14:601-8
2) Shimogaki H, et al. In vitro and in vivo evaluation of ellagic acid on melanogenesis ihhibition. Int J Cosmet Sci. 2000; 22:291
3) Lee SH, et al. Mulberroside F isolated from leaves of Morus alba inhibits melanin biosynthesis. Biol Pharm Bull. 2002; 25:1045-1048
4) Ohgichi K, Tanaka T, Kido T, Baba K, et al. Effects of hydroxystilbene derivates on tyrosinase activity. Biochem biophys commun. 2003; 307: 861-863

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/cosmetici-categorie/modulatori-melanogenesi.html
(martedě 15 gennaio 2013 alle ore 14:38)


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lalla
Ciao Tempista e grazie per averci fornito questo interessante articolo. Ovviamente la mia attenzione è andata soprattutto sulle piante nelle quali credo ciecamente!
Lalla
(giovedě 24 gennaio 2013 alle ore 09:16)
Immagine non disponibile.
laura
Ciao Lalla, ho visto nel tuo blog che usi la Kellina,la utilizzi solo in estate ? e con quali modalità ? Grazie
(giovedě 24 gennaio 2013 alle ore 11:02)
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lalla
Ciao Laura, sì la kellina la uso solo in estate! In pratica la emulsiono in una crema che ho creato apposta per questo problema e la spalmo circa mezz'ora prima di espormi al sole. In genere seguo un rituale e cioè: ogni giorno aumento i minuti di esposizione solare sino ad arrivare ad un massimo di due ore. Per esempio il primo giorno mi espongo per soli 5 minuti, poi il secondo per dieci, il terzo per 15 e così via.
Ovviamente avendo quasi sempre un mese di ferie non è che evito il resto della giornata al sole, ma cerco di prenderlo con prudenza nel senso che vado al mare la mattina presto intorno alle 7.30 e ci rimango sino alle 11. Poi ritorno dalle 17.00 sino al tramonto!
Qualche volta è accaduto che son rimasta al mare per l'intera giornata, ma in quel caso mi son protetta sotto ad un ombrellone.
(giovedě 24 gennaio 2013 alle ore 14:19)
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