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Avatar_20160325232234.jpg   7 MOTIVI PER NON BERE LATTE DI MUCCA + 1
(VITILIGINE > Medicinali/Integratori/Alimentazione)
tempista
Ecco qui 7 validissimi motivi per smettere di bere latte di mucca.

1.Concorre all’acidificazione del sangue

Le proteine animali, unitamente al consumo di latte e latticini, caffè, conservanti e aromi chimici alterano il ph sanguigno acidificandolo. Il tuo corpo, come meccanismo di difesa, richiama calcio dalle tue ossa, smantellandole nel tempo. Risultato: frattura da osteoporosi.

2.Il calcio che contiene il latte non è utilizzabile dal corpo

Hai presente la frase più latte e meno cacao? I processi a cui viene sottoposto, come la pastorizzazione, rende il calcio inorganico e totalmente inutilizzabile dal corpo. Ecco perché non apporta calcio! Sveglia!

3.Il latte umano è l’unico latte adatto alla specie umana

L’uomo deve bere il latte della sua mamma e non quello delle mamme altrui. Come ho scritto nel tutorial gratuito Perché il latte è un veleno? il latte della mamma mucca non ha la stessa composizione di quello della mamma umana. Scaricalo e troverai la comparazione fra i latti di diversi mammiferi.

4.Il latte causa l’insorgenza di allergie

Contiene numerosi componenti (circa 100!) che potrebbero causare allergie.

5.Quanti mammiferi hai visto in natura bere il latte di altri animali?

Quanti leoni hai visto andare a prendere il latte dall’elefante? In natura nessun mammifero beve il latte di un altro animale.

6.Il latte contiene pus!

Non ci credi? Leggi il tutorial e scoprirai che c’è un contenuto massimo di pus consentito!

7.Il latte concorre alla fame nel mondo

E se tutti i cereali destinati agli allevamenti venissero distribuiti nel mondo?

8.Ecco l’ultimo motivo

Il latte rappresenta simbolicamente il legame con la tua mamma! Prova a riflettere un attimo, la tazza di latte caldo la mattina non ti ricorda la tetta della mamma? Hanno pure la stessa forma!

Fonte: link

Allegato (.pdf): Perché il latte è un Veleno?
(mercoledì 27 giugno 2012 alle ore 16:16)


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chirie
La teoria è interessante, ma allora da dove prendiamo il calcio che serve? Se non bisogna bere latte, allora immagino che anche i latticini siano sulla stessa barca.
(mercoledì 27 giugno 2012 alle ore 17:53)
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echismas
Ma non sono molto daccordo, in primis perchè sono un sostenitore delle proteine animali e contrario a quelle vegetali, poi il calcio del latte è utilizzato dal corpo umano ma in parte come tutto il calcio che prendiamo, anche gli integratori di vitamina D3 hanno calcio e presi in grosse quantità danno calcoli e altri problemi ma se il calcio e la vitamina d sono integrati con il magnesio supremo, per esempio, legano perfettamente alle ossa e quello superfluo viene espulso con le urine.
(mercoledì 27 giugno 2012 alle ore 22:53)
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tempista
Ottenere il Calcio da verdure, legumi o cibi fortificati.

Le migliori fonti alimentari di Calcio sono i vegetali a foglia verde ed i legumi, anche detti "greens and beans" (verdure verdi e fagioli), per brevità. Broccoli, cavoletti di Brussel, cavoli, cavoli verdi, crucifere, bietole da coste, ed altre verdure verdi sono ricchissimi di Calcio in forma altamente assimilabile, e fonte di altri importanti nutrienti. Fanno eccezione gli spinaci, che contengono egualmente molto Calcio ma tendono a trattenerlo in modo tenace, impedendone un efficace assorbimento.

I legumi sono cibi semplici, e molti non sanno che sono ricchissimi di Calcio. Un piatto di fagioli al forno contiene oltre 100 mg di Calcio. Chi invece preferisce i ceci, il tofu od altri legumi e derivati, troverà anche in questi alimenti molto Calcio. Questi cibi inoltre contengono Magnesio, indispensabile, assieme al Calcio, per la formazione dell'osso.

Per chi invece preferisca utilizzare una fonte di Calcio molto concentrata, i succhi di arancia o di mela fortificati con Calcio contengono 300 mg ed oltre di questo Nutriente in una forma altamente assimilabile, per ogni 250 cc. Inoltre molte persone preferiscono gli integratori a base di Calcio, ora facilmente disponibili.

I derivati del latte contengono Calcio, ma contengono pure Proteine animali, Lattosio, Fattori di Crescita animali, oltre a vari farmaci ed inquinanti, e tutt'altro che trascurabili quantità di Grassi e Colesterolo -questi ultimi in tutte le formulazioni che non siano quelle totalmente scremate.

Praticare esercizio fisico, permettendo al Calcio di fissarsi all'osso.

La regolare pratica di esercizio fisico è importante per molte ragioni, ivi inclusa quella di mantenere robuste le ossa. Le persone fisicamente attive tendono a conservare nel tempo il Calcio presente nel loro scheletro; al contrario, le persone sedentarie vanno incontro a perdita di Calcio (demineralizzazione, NdT).

Ottenere la Vitamina D esponendosi al sole od utilizzando integratori, se necessario.

La Vitamina D regola l'utilizzazione del Calcio da parte dell'organismo. Circa 15 minuti al giorno di esposizione alla luce solare sono in grado di garantire all'organismo la quantità necessaria di Vitamina D. In caso di inadeguata esposizione al sole, è possibile ricavare la Vitamina D da qualunque supplemento polivitaminico. La dose giornaliera raccomandata di Vitamina D è di 200 UI (5 mcg). La Vitamina D è spesso aggiunta al latte (non in Italia, NdT), ma le dosi presenti dichiarate spesso non sono pienamente attendibili.

Come mantenere il Calcio nell'osso

Non è sufficiente portare il Calcio a livello dell'osso. Il problema vero è di fare in modo che ci rimanga. Ecco come si può fare:

Ridurre le perdite di Calcio dall'osso evitando l'eccesso di sale nella dieta.

Il Calcio dell'osso viene rilasciato nel torrente ematico, da lì arriva al rene e viene eliminato con le urine. Il Cloruro di Sodio (sale da cucina) aggiunto ai cibi aumenta enormemente la perdita di Calcio dal rene [3]. Riducendo l'assunzione di Cloruro di Sodio ad 1-2 grammi al giorno, è possibile mantenere più Calcio nell'osso. Per poter seguire questa norma dietetica, vanno evitati gli snack salati ed i cibi in scatola conservati sotto Sale, e mantenuto basso il consumo di Sale ai fornelli ed a tavola.

Ottenere le Proteine da cibi vegetali, non da prodotti animali.

Le Proteine animali - contenute nel pesce, nei volatili, nella carne rossa, nelle uova, e nei latticini - tendono ad impoverire l'osso di Calcio, ed a favorirne la perdita attraverso le urine. Le Proteine vegetali - contenute nei legumi, nei cereali e nelle verdure - non sembrano avere qesto effetto.
(giovedì 28 giugno 2012 alle ore 10:08)
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tempista
L'Osteoporosi è stata considerata da sempre una malattia da carenza dietetica, la carenza di calcio. Tuttora viene propagandata l'assunzione di alimenti ricchi di calcio nella prevenzione e trattamento di questa malattia che affligge gran parte della popolazione anziana (ma anche donne nel periodo post-menopausa) dei paesi civilizzati. Siamo arrivati a dosi giornaliere raccomandate di 1200-1500 mg di calcio nelle donne in menopausa, ed ancora non bastano. Perchè nei paesi ricchi nonostante l'abbondanza di cibo l'osteoporosi dilaga? L'osteoporosi molto probabilmente non è in questo caso una malattia da carenza (di calcio), ma malattia del benessere, malattia da eccesso: eccesso di proteine animali. E gli alimenti animali ricchi di calcio, proposti dai media come panacea di prevenzione dell'osteoporosi, come ben sapete sono latte e derivati, alimenti pure ricchi di proteine animali.
Ma quale potrebbe essere il nesso tra elevati consumi di proteine animali e l'osteoporosi? La risposta sta nella biochimica. Le proteine animali, essendo ricche di aminoacidi solforati, quando vengono degradate producono scorie acide (acido solforico), le più acide che l'organismo sia in grado di generare, e che deve eliminare al più presto. Perchè questi prodotti acidi possano passare attraverso le delicate mucose delle vie urinarie, devonono essere neutralizzati, ed il tampone che l'organismo utilizza è proprio il calcio. Quel minerale che è depositato nell'osso e lo rende resistente alle sollecitazioni piccole e grandi, anno dopo anno, per tutta la vita.
L'assunzione di un alimento ricco di calcio, ma ricco pure di proteine animali, provocherà una tale produzione di scorie acide che tutto il calcio che questo alimento contiene dovrà essere utilizzato come tampone. Spesso anzi questa quantità di calcio non è sufficiente, e l'organismo deve aggiungerne "di suo". Il risultato è che l'osso, giorno dopo giorno, cede più calcio di quanto la dieta non gliene possa fornire, andando inevitabilmente incontro ad una riduzione della massa ossea, processo denominanto appunto "osteoporosi".
Non risulta quindi tanto importante la quantità di calcio contenuta in un alimento, quanto la proprietà di questo alimento di non sottrarre calcio dall'organismo: è il concetto di bilancio del calcio, che solo se rimane positivo (cioè quando le entrate superano le uscite) permette di preservare la salute dell'osso.
Stiamo raccogliendo in questa sezione le più incisive Pubblicazioni Scientifiche sull'argomento, che testimoniano gli sforzi dei vari Studiosi da più parti del Mondo per conferire validità scientifica al concetto di Bilancio del Calcio e per individuare i fattori in grado di mantenere positivo questo rapporto.

Riferimenti bibliografici

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-Marsh AG, Sanchez TV, Midkelsen O, Keiser J, Mayor G Cortical bone density of adult lacto-ovo-vegetarian and omnivorous women, J Am Diet Assoc 1980 Feb;76(2):148-51

Fonte: link
(giovedì 28 giugno 2012 alle ore 10:09)
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