Discussione
Avatar_20160325232234.jpg   VITILIGINE POST-TRAUMATICA
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tempista
di Maria Vittoria Biondi.

Quattro malviventi incappucciati, travisati, si introducono di notte nell’abitazione di due persone anziane, li immobilizzano, li minacciano li aggrediscono…ore in balia della ferocia di individui senza scrupoli e senza alcun rispetto per la vita..la moglie incerottata rischia il soffocamento,il marito impotente, malmenato, e incappucciato… loro pronti ad uccidere per una manciata di euro.. Poi la fuga e la conta dei danni, non tanto economici, davvero esigui, quanto psicofisici. Lui ha evidenti segni sul volta sulla sommità della testa per le percosse, lei lividi e dolori estesi, pressione a mille, poi ansia, agitazione…il cuore aritmico , la tachicardia…manca l’aria, una rivoluzione psicofisica a trecentossessanta gradi… La casa di una vita , prima rifugio diviene incubo, così come la notte piena di incognite e riattivatrice delle paure..Accertamenti, supporti, psicoterapia… comunque troppo difficile voltar pagina… Nell’immediato il sollievo per lo scampato pericolo e poi la rabbia , specie maschile, dell’impotenza, della costrizione, dell’esser vittima… una rabbia inconcepibile in una persona mitissima che non ne ha manifestata mai nella sua vita , garbata nei modi, attenta agli altri, sensibile… Immaginiamo cosa può aver rappresentato quella terribile notte per lui…come conciliare l’oggi e soprattutto dove “mettere” tutta l’aggressività che da quel l’evento è scaturita? I segni di quel momento in ogni sguardo proprio, o degli altri, daltronde impossibile occultare il volto , la testa , gli occhi, le tumefazioni… come si fa? Chiedeva sconsolato? Come si fa? Si dispera , non sa come arginare, contenere sfogare tutto il trauma e il dolore che ha dentro..”mi han fatto diventare una bestia.. non mi riconosco più…io che non ho mai fatto male a una mosca”..La mediazione tra il tentativo di tener sotto controllo la rabbia, i desideri di vendetta, verso qualcuno impunito e senza volto,il dolore, l’angoscia sfociano in un sintomo evidente, sotto gli occhi di tutti. Nel giro di poco compaiono macchie bianche sulla sommità del capo, evidenti, quanto i lividi… e la diagnosi: vitiligine post-traumatica, negli stessi punti del capo e del corpo dove suo malgrado aveva subito le percosse…La pelle che dà voce al trauma, tra il mare- magum che c’è dentro e una quiete apparente percepita fuori, normalizzata, ma non coincidente con i vissuti profondi…Un sintomo che lo fa sentire "spogliato" senza alcuna difesa rispetto al mondo, anche questo, “subito”. Sintomo però che permette di raccontare il “vulcano” che brucia dentro e accompagna in un percorso di progressiva coscientizzazione, verso un recupero per quanto possibile funzionale e più normalizzato; scoprendo che le proprie reazioni ideative "animali" ,come diceva lui, sono conseguenza inevitabile di quote emotive che si attivano in ogni persona che si è trovata a rischio di vita e per difendersi ricerca nei “serbatoi” più profondi della propria arcaica memoria le forze “brute” che han permesso anche ai nostri avi di sopravvivere.

Fonte: http://www.salutepsicosomatica.it/
(giovedì 24 maggio 2012 alle ore 16:18)


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