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Avatar_20160325232234.jpg   INFIAMMAZIONE CRONICA: IL KILLER SILENZIOSO DELLA NOSTRA SALUTE
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tempista
Da alcuni anni i ricercatori riconoscono un altro tipo di infiammazione, la cosiddetta Infiammazione Silenziosa. Questo tipo di infiammazione interna ha una natura insidiosa ed è responsabile di molti disturbi cronici. Tali disturbi sono causati principalmente da un inadeguato stile di vita e da inquinanti ambientali, portando ad uno squilibrio ormonale, che causerà l'Infiammazione Killer, infiammazione che agisce a livello sistemico.

L’Infiammazione Cronica è dovuta principalmente al nostro stile di vita Occidentale, ed è giustamente definita dai ricercatori come il “Killer Silenzioso”. Il Killer Silenzioso è associato ad un costante aumento delle sostanze biochimiche pro-infiammatorie nel nostro organismo.

Purtroppo, la nostra alimentazione moderna, in senso ampio, è carica di elementi che innescano tale processo. Perfino il Time Magazine se ne è interessato, pubblicando un articolo il 23 Febbraio 2004.

INFIAMMAZIONE ACUTA

Il processo infiammatorio è il primo dei meccanismi naturali del nostro organismo a far fronte ad un evento infettivo, virale o batterico, traumatico, intossicazione da farmaci, metalli pesanti etc. Esso è di vitale importanza, ed i suoi sintomi principali li conosciamo tutti, come il rossore, il gonfiore delle zone affette etc.

Indipendentemente dal tipo di causa scatenante, l’infiammazione è il primo mezzo di allerta che richiama in azione le cellule preposte alla sorveglianza e protezione, messe in moto per limitare il danno tissutale.

Queste cellule attaccano e distruggono gli agenti invasori, ripuliscono dalle cellule danneggiate, riparano i tessuti fino a che non viene ripristinato lo stato di salute. Questo appena descritto è lo stato infiammatorio acuto, comunque positivo per il nostro organismo.

INFIAMMAZIONE KILLER

L’Infiammazione Killer, invece, richiede al sistema di difesa dell’organismo un cronico e continuo intervento di basso livello infiammatorio, che, nel tempo, porta ad un vero e proprio esaurimento del sistema immunitario.

Nell’Infiammazione Killer non vi è la corretta progressione biochimica a cascata come avviene nell’infiammazione fisiologica, bensì ci sono reazioni caotiche che si ostacolano vicendevolmente.

Perfino i tessuti stessi perdono la loro capacità di riconoscere le loro stesse cellule da quelle che non lo sono, identificandole come invasori e attaccandoli. Se questo processo perdura nel tempo, può causare grandi danni ad organi, vasi sanguigni e tessuti. Questo non fa altro che innescare in continuazione la risposta immunitaria, predisponendo così, nel tempo, anche il terreno per malattie autoimmuni.

INFIAMMAZIONE KILLER E STRESS OSSIDATIVO

Un fattore importante nella formazione dell’Infiammazione Silente Sistemica nei tessuti è un’alta presenza di Radicali Liberi. Questa condizione di squilibrio è chiamata Stress Ossidativo. La presenza di Stress Ossidativo nei tessuti miofasciali può facilmente generare una risposta infiammatoria, ad es. nei muscoli e nelle articolazioni.

La risposta infiammatoria, a sua volta, farà rilasciare nuovi Radicali Liberi nei tessuti coinvolti, innescando nuovamente il processo infiammatorio, e creando così un circolo vizioso.

Si è riscontrato che una dieta povera di nutrienti, l’inquinamento dell’aria, acqua dal ph acido, pesticidi, erbicidi etc. sono pieni di Radicali Liberi.

Stress Ossidativo e Infiammazione vanno di pari passo. Questa coppia è implicata in vari disturbi: cardiaci (aterosclerosi, ipertensione, scompenso cardiaco), polmonari (asma, malattia ostruttiva cronica polmonare, trauma polmonare acuto), sanguigni, del sonno (insonnia,apnea notturna, etc.).

Quello che è importante capire sul dolore cronico, come quello muscolare ed articolare, è che si sviluppa principalmente da un’infiammazione gestita impropriamente e dallo stress ossidativo nei tessuti, entrambi causati da una dieta errata e da uno stile di vita scorretto.

Probabilmente, il più grande errore che può portare ad una cattiva gestione dell’infiammazione è l’assunzione – anch’essa cronica – di FANs, cioè gli antinfiammatori non steroidei, che, dopo gli psicofarmaci, sono i farmaci più consumati dalle persone.

Nei disturbi cronici - muscolari ed articolari ma non solo – la presenza dell’Infiammazione Cronica e dello Stress Ossidativo c’è sempre ed avviene sempre insieme, non si può avere uno senza l’altro.

Perciò, per curare correttamente questi disturbi, si deve sapere gestire i fattori metabolici che rientrano nell’Infiammazione Cronica e nello Stress Ossidativo.

Nonostante l’Infiammazione Cronica possa causare una moltitudine di disturbi, difficilmente ci si rende conto dei segni di avvertimento, o di quale sia il miglior modo per trattarla.

Di seguito, riportiamo una serie di fattori predisponenti, se avete almeno tre di questi fattori, avete una buona possibilità di essere nello stato d'Infiammazione Cronica:

1. Sovrappeso.
2. Uso di medicinali tipo statine e/o farmaci antipertensivi.
3. Senso di intontimento al risveglio.
4. Desiderio di carboidrati.
5. Senso di affaticamento costante.
6. Unghie fragili.

Ecco le principali conseguenze croniche dell’Infiammazione Killer, a livello dei vari sistemi:

Cervello e Sistema Nervoso Centrale: morbo di Alzheimer, Depressione etc.
Sistema Immunitario: Cancro, Fibromialgia, Sindrome da Stanchezza Cronica etc.
Organismo in generale: Diabete, Sindrome Metabolica, Dismetabolismo etc.
Pelle: Rughe, Cellulite etc.
Apparato genitale: Impotenza, Disfunzioni Organiche etc.
Sistema osseo: Osteoartrite, Osteopenia, Osteoporosi etc.
Apparato Cardio-Circolatorio: Infarto del miocardio, Aterosclerosi, Arteriosclerosi etc.

Vari esami, tra cui quello della Lipoproteina A, Omocisteina, Proteina C Reattiva (PCR) etc., possono indicarci lo stato dell’Infiammazione Cronica. Tra l’altro, alcuni di questi esami sono gli stessi che si utilizzano per diagnosticare malattie croniche come: artrite, malattia cronica delle arterie coronariche, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson e perfino il cancro. Anche da ciò si è dedotto il legame tra malattie croniche e Infiammazione Silente.

L’Infiammazione Silente è associata con una costante ed elevata quantità di ormoni pro-infiammatori: Cortisolo, Insulina, Eicosanoidi.

CORTISOLO è un importante ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. E' il cortisone endogeno, le cui principali funzioni sono:

• Adeguato metabolismo del glucosio
• Regolazione pressione arteriosa
• Risposta infiammatoria
• Funzione anti-immunitaria
• Rilascio dell’insulina per mantenere i livelli di zucchero nel sangue

Il Cortisolo viene definito come l’ormone dello stress perché viene secreto dall’organismo ad alti dosaggi durante la fase acuta di un evento stressante “attacca o fuggi” e, di conseguenza, è il responsabile di numerosi cambiamenti nel corpo legati allo stress. Piccole dosi di Cortisolo hanno i loro benefici effetti tipo: aumentare l’immunità, alzare la soglia del dolore etc.

Mentre il cortisolo è un’importante ed utile parte della risposta del corpo allo stress, altrettanto importante è che il corpo abbia la capacità di attivare la risposta di rilassamento, in modo tale che le funzioni del corpo possano ritornare ad un regime normale dopo l’evento stressante.

Purtroppo, la nostra civiltà super stressante ed il ritmo frenetico della vita moderna fanno in modo che il nostro organismo sia continuamente sollecitato a rispondere a degli stress, quindi è sempre sotto la fase reattiva, senza poter ritornare alla fase di recupero, portando ad uno stato di stress cronico.

Inoltre, elevati e prolungati livelli di cortisolo nel circolo sanguigno, come quelli associati allo stress cronico, hanno dimostrato avere effetti negati come:

• performance cognitiva alterata
• funzione tiroidea alterata
• squilibrio dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia)
• diminuita densità ossea (osteopenia, osteoporosi)
• diminuito tessuto muscolare
• ipertensione arteriosa
• abbassamento delle difese immunitarie, alterata risposta infiammatoria, rallentamento della cicatrizzazione delle ferite etc.
• aumentato grasso addominale, sovrappeso e obesità, difficoltà nel dimagrire.

EICOSANOIDI, definiti anche “super ormoni”, sono i primi ormoni che l’organismo produce. Gli Eicosanoidi sono agenti biologici che governano la sintesi di tutti gli altri ormoni nel corpo, controllano il sistema immunitario, il cervello, il cuore.

Gli Eicosanoidi sono controllati dal regime alimentare dei grassi e dell’insulina, ergo possono essere controllati tramite l’alimentazione (omega 3, omega 6), regolando il rapporto tra insulina e glucagone.

Vi sono due tipi di Eicosanoidi: i pro-infiammatori e gli anti-infiammatori, che devono essere tenuti in equilibrio se si vuole vivere in salute ed evitare malattie croniche. Uno squilibrio degli Eicosanoidi, ossia una maggiore produzione di pro-infiammatori, è responsabile dell’Infiammazione Cronica che è la causa di molti disturbi: allergie, asma, artrite, attacco cardiaco, ictus, ipertensione arteriosa, cancro, depressione, infezioni croniche, morbo di Alzheimer etc.

INSULINA è l’ormone che guida i nutrienti nelle cellule. Esso è vitale per la sopravvivenza, in quanto permette alle cellule di immagazzinare i nutrienti o di utilizzarli per ottenere energia. Senza un adeguato livello di insulina, le cellule morirebbero.

In realtà, questo problema è molto raro, è molto più facile incontrare persone con il problema opposto, ossia, che producono troppa insulina, e questo non fa altro che creare sovrappeso od obesità e la quasi impossibilità di perdere peso in eccesso.

Man mano che invecchiamo, le nostre cellule diventano meno reattive all’insulina, e così il pancreas si trova a dover produrre sempre più insulina; l’aumento di insulina, a sua volta, stimola il trasporto e l’utilizzazione del glucosio e degli aminoacidi da parte dei tessuti periferici (in particolar modo il fegato ed i muscoli scheletrici).

Questa è l’insulino-resistenza, cioè una condizione caratterizzata da una diminuzione degli effetti biologici dell’insulina; in altri termini, è una condizione nella quale le quantità fisiologiche di insulina producono una risposta biologica ridotta, specie a livello dell’omeostasi glicemica.

L’iperglicemia persistente stimola il pancreas a secernere quantità maggiori di insulina, determinando così iperinsulinemia, che aumenta a sua volta l’Infiammazione Cronica. Una iperinsulinemia aumenta la produzione di acido arachidonico, la base di tutti gli eicosanoidi pro-infiammatori.

Più massa grassa vi è nel nostro organismo, più insulino-resistenza è presente, e di conseguenza più Infiammazione Killer è in atto con tutta l’ampia gamma di rischi di malattie croniche. E se questo non fosse abbastanza, le ultime ricerche hanno portato alla luce che l’insulina induce l’infiammazione aumentando la produzione di Interleuchina-6, una citochina pro-infiammatoria, che causa la formazione della Proteina C Reattiva, uno dei marker dell’Infiammazione Killer.

L’ALIMENTAZIONE: IL PRIMO ALLEATO PER ABBASSARE L'INFIAMMAZIONE KILLER

Il primo metodo da applicare per far fronte all’Infiammazione Cronica è gestendo la propria l’alimentazione, che tutti possono applicare con del buon senso e costanza.
Brevi digiuni a solo acqua di 3 giorni sono un ottimo inizio per ridurre le tossine nell’organismo.

Fermando l’assunzione del cibo, il corpo si concentrerà nel pulire sangue e linfa, ancor meglio sostituendo l’acqua con una ottima tisana depurativa. Un breve digiuno aumenta, inoltre, il potere dei leucociti per distruggere i batteri che causano malattie.

Degli studi hanno dimostrato che livelli alti di glucosio ed insulina danneggiano il mitocondrio cellulare; digiunare, invece, riduce lo stress ossidativo nel mitocondrio. Da sempre il digiuno è stato usato per stimolare l’abilità del fegato di rigenerarsi e ripulirsi dai rifiuti metabolici nel flusso sanguigno.

Il digiuno, inoltre, permette al fegato di ridurre la presenza dei messaggeri biochimici riciclati, tipo l’adrenalina e gli altri ormoni dello stress. Il diminuito apporto calorico sembra avere anche un certo beneficio sul sistema immunitario, facendo riposare l’intestino ed il fegato, entrambi organi chiave delle funzioni immunitarie. E’ risaputo che oltre il 60% del sistema immunitario è nel nostro intestino.

CONSIGLI ALIMENTARI PER RIDURRE L'INFIAMMAZIONE KILLER

- Alimentarsi con cibo fresco e della zona di dove vivete, in modo tale che non abbia viaggiato in convogli su e giù per il paese. Evitare quindi il cibo industriale, con conservanti, coloranti, aromatizzanti etc. Possibilmente, usare più cibo crudo o comunque cucinato in maniera molto veloce e non ad alta temperatura, ad es. a vapore.

- La colazione deve essere fatta con granaglie, noci, frutta fresca, frutti di bosco, yogurt, oatmeal etc.

- Spuntino di frutta, noci, semi oleaginosi e vegetali crudi.

- Evitare la carne e mangiare preferibilmente pesce fresco.

- Evitare i fritti e gli zuccheri.

- Alimentarsi con vegetali di colore verde, arancione, giallo di stagione.

- Bere se possibile acqua di sorgente, tisane depurative, tè verde e succhi di frutta fatti in casa di sola frutta, senza zucchero o latte aggiunto etc.

Fonte: http://www.osteopata.it
(giovedì 24 maggio 2012 alle ore 15:28)


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silvia
Buongiorno, ho la vitiligine e vorrei sapere se è stata fatta una ricerca sui componenti del sudore delle persone affette da vitiligine in quanto nel mio caso, ma credo non sia l'unica, le zone dove si suda sono le prime ad ammalarsi e a presentare delle recidive. Grazie
(venerdì 8 giugno 2012 alle ore 08:18)
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micky74
Per chi è interessato riporto un articolo:

Tratto da "Notiziario allergologico" del 2011, Volume 29, n. 3", in cui viene spiegato scientificamente (in alcuni casi con termini anche troppo tecnici per me) che alla base di molte patologie quali Celiachia, Gluten Sensitivity, Sclerosi Multipla (penso alla storia di Matteo dell'Osso), Artride reumaotide, "la palusibile supposizione di un'ampia gamma di fattori comuni (ndr: l'attivazione dei leucociti HLA) che, seppur con localizzazioni e caratterizzazioni differenti, risultando originate da una matrice comune, potrebbero, di fatto, rispondere ad un intervento terapeutico univoco e centralizzato". Tale infiammazione porta a disfunzioni della motilità e della permeabilità intestinale. La terapia prevede una eliminazione, nella prima fase, dalla dieta dei cibi "allergizzanti" e poi una successiva e lento reintegro. Looks like Pagano...

File (.pdf): Notiziario allergologico" - Anno 30 - 2011 - Volume 29, n. 3

Fonte: http://www.maurominelli.it/en
(lunedì 9 luglio 2012 alle ore 17:19)
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micky74
Che cos'è l'infiammazione da cibo
La medicina moderna si confronta quotidianamente con fenomeni di infiammazione a bassa intensità che spesso durano nel tempo e che per anni sono stati scarsamente compresi. Il sospetto che l'alimentazione potesse avere un ruolo importante in questa situazione è sempre stato molto forte, ma i ricercatori si sono spesso avvicinati in modo controverso al tema delle intolleranze alimentari scontrandosi con pregiudizi, petizioni di principio e pratiche diagnostiche dubbie.

Il mondo scientifico sta ancora dibattendo sul valore di un tipo di anticorpo o di un altro, quando la realtà clinica e la ricerca hanno già consentito di capire che qualsiasi cibo può provocare in persone sensibilizzate la produzione di citochine e sostanze infiammatorie che provocano tutta la sequenza di sintomi, malattie e disturbi messi precedentemente in relazione con le cosiddette intolleranze alimentari. La scoperta che un alimento può indurre la produzione di BAFF (B Cell Activating Factor) e provocare tutti i sintomi infiammatori che usualmente sono ascritti al cibo risale a qualche anno fa, ma non è ancora stata applicata seriamente in ambito clinico.

Eppure proprio i valori di BAFF (che un sistema diagnostico come RecallerProgram già utilizza in numerosi contesti) consentono di capire il livello di infiammazione correlata al cibo eventualmente presente in una persona e di agire in conseguenza per aiutare a ridurre quella stessa infiammazione e a controllarne gli effetti sulla salute.

La recente definizione della "Gluten sensitivity" (una intolleranza al glutine che provoca gli stessi sintomi della celiachia senza esserla e che riguarda anche il 20% della popolazione sana) ha gettato altre luci sui fenomeni infiammatori da cibo. La reazione al glutine (spesso indistinguibile sul piano clinico da quella della celiachia) è dovuta solo alla attivazione delle reazioni infiammatorie difensive dell'organismo. In termini scientifici si parla della attivazione dei Toll Like Receptors 2 (TLR2), recettori che svolgono nell'organismo la funzione di segnalare un pericolo (in quel caso il superamento di un livello di soglia dell'assunzione alimentare ripetuta) e manifestano la reazione infiammatoria come fosse una "luce di allarme" perché si cambi il comportamento alimentare. Se poi l'avvertimento non è ascoltato, le conseguenze possono essere anche gravi.

Malattie immunologiche importanti come il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) o l'Artrite reumatoide sono sicuramente in connessione con questo tipo di infiammazione, ma senza arrivare a queste condizioni limite il semplice fatto di ingrassare in modo non compreso (per effetto sulla resistenza insulinica) o soffrire di colite è certamente in relazione con questi aspetti infiammatori.

Lo studio di queste condizioni passa oggi, in modo moderno e congruo con le ultime ricerche scientifiche, attraverso la definizione di una infiammazione da cibo, misurabile in entità, dalla valutazione di BAFF e talora PAF, dalla evidenza di esami ematici come il complemento (C3 e C4), del numero di Globuli Bianchi e del numero di eosinofili (che in questi casi spesso sono alti) e dalla comprensione dei possibili contatti alimentari precedenti.

Un obiettivo per la salute è quello di creare tolleranza immunologica, di recuperare la tolleranza quando questa è stata persa, di imparare a mangiare in modo vario e sano senza inutili restrizioni. Grazie alle scoperte di Finkelman abbiamo capito che le Immunoglobuline G (IgG) nei confronti di un alimento possono essere semplicemente il segno di una attivazione immunologica nei confronti di quel cibo. Le IgG verso gli alimenti possono essere contemporaneamente espressione di tolleranza verso il cibo (riducendo le reazioni allergiche) o del suo contrario (aumentando la risposta allergica al cibo stesso). La direzione della reazione dipende dal livello di anticorpi e dal livello di antigene; quindi le stesse IgG verso gli alimenti devono essere valutate per quello che sono: un segnale dell'avvenuto contatto immunologico con l'alimento e una guida per impostare un approccio alimentare di riequilibrio verso quel gruppo alimentare o quell'alimento. Usando le IgG come segnale di "avvenuto contatto" si può aiutare l'organismo a recuperare un controllo immunologico della risposta al cibo attraverso una pratica di recupero che assomigli allo svezzamento infantile, ripercorrendo un percorso fisiologico di salute alimentare e immunologica.

Nel percorso alimentare verso la guarigione molti supporti naturali possono aiutare il recupero della tolleranza e il controllo della infiammazione. Fitoterapici come olio di Perilla, olio di Ribes nero e Curcuma. Antiossidanti come l'acido lipoico (presente in Stimun-Ox 800 e Lipoic cannella ad esempio), riequilibranti intestinali come il colostro (IgComplex) e alcuni ceppi di probiotici, senza dimenticare la potente azione di controllo antigenico esercitata dagli enzimi alimentari (Enzitasi). Quando la digestione non è adeguata, gli antigeni alimentari che dovrebbero essere digeriti, arrivano invece a livello intestinale dove possono diventare causa di reazione e infiammazione. L'uso di enzimi specifici può attenuare o risolvere questo tipo di problema.

UPDATE: di infiammazione da cibo e intolleranze alimentari abbiamo discusso approfonditamente in un incontro pubblico al Corriere della Sera, lo scorso 12 aprile, trasmesso in diretta web su Corriere.it.
.Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo Clinico
Gabriele Piuri
Medico
Fonte: Eurosalus
(giovedì 26 luglio 2012 alle ore 18:02)
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micky74
Visto che si discute molto sull'impatto emotivo sulla nostra patologia....

La felicità riduce l’infiammazione
A capire che una persona felice sta meglio di una triste non ci vuole un genio; dal punto di vista emotivo, almeno. Per quanto riguarda il punto di vista fisiologico, già dal 2001 Rita Levi Montalcini aveva evidenziato che le emozioni e lo stato emotivo dell’individuo, potessero avere un’influenza importante sulla risposta infiammatoria e allergica dell’organismo. La citochina nota come NGF (Nerve Growth Factor) che le è valsa il premio Nobel entra infatti in circolo quando l’organismo si trova in un momento percepito come in qualche modo rischioso. Può trattarsi di una guerra in corso, di un trasloco emotivamente vissuto in maniera strana, di un momento di stress acuto o altro. La particella immunologica innalza i livelli di istamina facilitando la reazione allergica che può dunque comparire in maniera apparentemente anomala in un momento in realtà di delicata transizione del singolo.

Oggi il rapporto tra stato emozionale e infiammatorio viene spiegato in maniera differente da uno studio condotto ad Aichi, in Giappone, presso il Department of Cerebral Research del National Institute for Physiological Sciences (Istituto Nazionale per le Scienze Fisiologiche), da Matsunaga M et al. (Neuro Endocrinol Lett. 2011;32(4):458-63). L’esperimento condotto in tal sede ha coinvolto 160 partecipanti sani che si sono stati separati, in base alle dichiarazioni personali in un gruppo ad “alta felicità” e in un gruppo a “bassa felicità”. Ai due gruppi sono stati poi valutati nel sangue i livelli di IFN-gamma, notoriamente pro infiammatorio.

Il risultato di questa prima parte dello studio è già di per sé fantastico, anche se per certi versi già sospettabile essendo l’IFN-gamma da tempo noto per evocare sensazioni legate alla depressione, agendo a livello centrale. Nello studio, i livelli della molecola nel sangue di chi si sentiva “altamente felice” risultavano nettamente inferiori rispetto a quelli del secondo gruppo.

Lo studio non si ferma qui e prosegue: la seconda parte dello stesso ha analizzato sette “amorevoli coppie” che si sono viste testare i livelli della citochina proinfiammatoria prima e dopo essersi “toccati affettuosamente”. I livelli erano diminuiti tra il prima e il dopo. Questo è il vero punto focale: lo stato infiammatorio cambia con lo stato di benessere psichico, e soprattutto lo stato di benessere psichico può essere modificato. In questo caso l’elemento atto a modificare il livello di felicità percepita dall’individuo è il contatto con il partner. Per altri potrebbe essere la danza, una canzone, una chiacchierata amichevole, un sorriso indotto dall’aver ricordato qualcosa di bello o per cui ringraziare.

Farsi del bene può essere più facile di quanto si immagini e se è vero che la propria emozionalità può influire in senso reattivo sul sistema immunitario, è bello e rassicurante sapere che una cosa semplice come la carezza del proprio partner possa fare così tanto per un benessere che è fisiologico e scientificamente dimostrato e dimostrabile. Così si invitano le coppie amorevoli a “toccarsi” più spesso, soprattutto se allergiche, e tutti a sorridere di più, dando il giusto valore alla propria sensazione di felicità.
Michela Speciani
Redazione Eurosalus

Fonte: Eurosalus
(giovedì 26 luglio 2012 alle ore 18:19)
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micky74
Finalmente un articolo scientifico che dice che "la permeabilità intestinale (ndr: compromissibile per virus e/o stress) è un meccanismo fondamentale nell’equilibrio tra tolleranza e spropositata attivazione immunologica" e che le allergie/intolleranze non sono croniche (qui addirittura si prova per la celiachia), ma ci si può desensibilizzare con il metodo "omeopatico" usato nei vaccini (piccole dosi dell'allergizzante) per aiutare il sistema immunitario a non riconoscerlo più come nemico. Uno studio di un immunologo di Milano (Attilio Speciani, dello SMA di Milano) dice pure, ed io date alcune prove di reintegro fatte su di me, sono d'accordo con lui, che il vero problema è trovare la dose "minima giusta tollerabile" di quel dato elemento che attivi il meccanismo "positivo" di adattamento del sistema immunitario, e non ne scateni la reazione.

Autori: Mauro Rossi, Francesco Maurano, Diomira Luongo, Alessio Fasano, Sergio Uzzau, Salvatore Auricchio, Riccardo Troncone.

a) Istituto di Scienze dell’Alimentazione, CNR, Via Roma 52, 83100 Avellino, Italy.

b) Department of Physiology, Division of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, Gastrointestinal Pathophysiology Section, Center for Vaccine Development, University of Maryland School of Medicine, Baltimore, MD, USA.

c) Department of Pediatrics, European Laboratory of Food Intolerances and Diseases, University ‘Federico II’, Naples, Italy.

Rivista: Immunology Letters 2002; 88:127-134

Sempre sul topo BALB/c, modello animale che mima approssimativamente i processi patologici della celiachia, questo gruppo di studiosi ha condotto un’altra serie di esperimenti che hanno sottolineato ulteriori meccanismi patogenetici, meccanismi che portano cioè allo sviluppo della malattia. Dopo aver "desensibilizzato" (reso cioè non più celiaci, incapaci di reagire al glutine) i topolini "simil-celiaci" mediante somministrazioni di glutine stesso per via intranasale, si è potuto evidenziare come la tolleranza raggiunta grazie a tale procedura potesse esser di nuovo persa in seguito alla esposizione ad una tossina batterica, detta ZOT; la tossina in questione, posseduta da alcuni ceppi del batterio del colera, determina infatti un aumento della permeabilità intestinale e si comporta da “adiuvante”, ovvero contribuisce ad attivare il sistema immunitario nella sua risposta aberrante contro il glutine. In altre parole, i topi “programmati” per essere celiaci, sono stati prima guariti (desensibilizzati al glutine) e poi resi nuovamente celiaci, dopo la somministrazione della tossina colerica.

Appare quindi chiaro che la permeabilità intestinale è un meccanismo fondamentale nell’equilibrio tra tolleranza e spropositata attivazione immunologica.

Un altro importante risultato di questo studio è che la tossina ZOT (deleteria in questo modello di celiachia), potrebbe bensì essere utilizzata come adiuvante nei vaccini orali, per stimolare la risposta immunitaria contro i microrganismi responsabili di alcune malattie infettive.

Fonte: http://www.celiachia.it/fondazione/Fondazione.aspx?SS=280&M=649
(venerdì 31 agosto 2012 alle ore 12:20)
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dude
Ho fatto oggi il test dello stress ossidativo: FORD (capacita' antiossidante) 1, 43 (media tra 1,07 e 1,53). FORT (stress ossidativo) 2,37 (media tra 1,22 e 2,36). Quindi leggermente fuori ma niente di speciale
(mercoledì 19 settembre 2012 alle ore 17:52)
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cloe
Ho trovato molto interessante questo articolo che associa problemi della pelle con la funzionalità della tiroide e delle surrenali; i loro processi sono legati alla iperossidazione oppure all'ipossidazione. Voi cosa ne pensate?

Effetti nei tessuti della pelle
La triiodotironina partecipa anche della maturazione dell’epidermide e degli annessi cutanei. Anche il processo di degradazione di queste strutture è promosso dalla triiodotironina. Tanto l’eccesso quanto la deficienza di questo ormone, quindi, possono causare problemi dermatologici.
Anche il derma soffre l’influenza della triiodotironina, che inibisce la sintesi e aumenta la degradazione dei glicosaminoglicani, componenti fondamentali della matrice extracellulare dermale

IPERTIROIDEO = IPEROSSIDATORE - IPOTIROIDEO = IPOSSIDATORE
(anche per il controllo della funzionalita' tiroidea)

E’ noto che le funzioni del corpo si attivano in presenza di bioenergia prodotta dalle reazioni biochimiche e le trasmutazione atomiche a debole energia che avvengono grazie al metabolismo intermedio; alcuni bruciano il loro cibo più velocemente ed altri più lentamente, per questo fatto essi si possono distinguere in 2 gruppi:
- I Simpaticotonici (di condizione funzionale di organi in cui predomina l'attività del sistema nervoso centrale).
- Parasimpaticotonici; ognuno di essi ha dei sintomi diversi che li possono identificare.
Si è scoperto che le ghiandole surrenali sono preposte al controllo dello stress e l’organismo reagisce ad esso in tre fasi: Allarme, Resistenza, Esaurimento.
Le surrenali e la tiroide sono le ghiandole primarie per la produzione di bioenergia e 4 minerali fondamentali o “macro minerali” intervengono in modo cospicuo nella loro regolazione, questi sono:
Calcio/Magnesio - Potassio/Sodio; essi sono dei veri regolatori metabolici.
Se i livelli di questi minerali sono normali, la tiroide e le ghiandole surrenali funzionano bene, altrimenti nascono problemi; infatti si è scoperto che calcio e magnesio hanno la tendenza a rallentare il metabolismo od ossidazione, disturbando particolarmente tiroide e surrenali che sono preposte alla regolazione del processo di ossidazione corporeo; sodio e potassio invece rendono più veloce il processo di ossidazione, aumentando la funzionalità della tiroide e delle surrenali.
Secondo uno degli scienziati che hanno messo a punto tali scoperte, si può stabilire il rapporto matematico del processo di Ossidazione: il rapporto fra Fosforo e Calcio deve essere di: 2.63:1; quando questo rapporto diminuisce, il processo di Ossidazione aumenta e viceversa. Il rapporto ottimale fra Potassio e Sodio invece, deve essere di: 2.4:1.

Quindi ogni terapia nutrizionale deve tenere conto e portare ogni persona al giusto stadio di ossidazione bilanciata, in modo che il “suo combustibile” venga bruciato od ossidato in modo giusto, in quanto le ghiandole endocrine surrenali e tiroide funzioneranno a dovere ed il rapporto fra Fosforo e Calcio sarà ottimale, questo significherà che i giusti rapporti esisteranno fra anabolismo e catabolismo.
In funzione di questi dati possiamo sapere dove ogni persona si posiziona: o si tratta di “Ipossidatore” o di un “Iperossidatore”.
Per poter controllare in modo certo il funzionamento della tiroide senza fare esami inutili e costosi, basta controllare la temperatura basale a livello ascellare ogni mattina (per i maschi per una settimana, per le femmine per 7 giorni durante il ciclo mestruale) prima di alzarsi dal letto; la temperatura regolare che indica un buon funzionamento di questa ghiandola si situa fra i 36,4 ed i 36,8 gradi.
La temperatura va registrata al mattino perché una volta alzati e durante la giornata essa tende ad alzarsi; un esempio: se una persona al pomeriggio dovesse avere una temperatura di 36,5 gradi, quasi sicuramente è un ipotiroideo.
L’ipotiroideo/ipossidatore, ha sensibilità al freddo ed in genere ha difficoltà ad alzarsi ed a mettersi in moto..., facilmente ha le estremità fredde; egli ha sempre e comunque una forte infiammazione delle mucose viscerali con aumento della quantità di sangue in loco, fatto che di conseguenza gli toglierà il sangue dalla pelle, rendendola anemica e fredda; infatti nelle stagioni di mezzo, autunno e primavera, la sua tiroide farà fatica ad adeguare la temperatura corporea ed egli si raffredderà facilmente fino ad avere facilmente questo raffreddore per tutta la stagione ed i medici lo cureranno per“allergie varie”, questi sono i misteri della “scienza medica odierna” con la sua ignorante presunzione.
L’amminoacido tirosina, il manganese e lo iodio, sono le sostanze più necessarie in questo caso; sovente queste persone presentano problemi ai seni paranasali con presenza di abbondante muco, questo poi produce loro facilità ai raffreddori, sinusiti e di conseguenza infiammazioni alle gengive ed ai denti; ecco perché essi quando si recano in ferie al mare stanno meglio, lo iodio permette alla tiroide di funzionare meglio e di conseguenza i seni paranasali funzionano a dovere ed il muco, raffreddore (i medici in genere la chiamano allergia a...) scompare.
Introversione, apatia, risposte lente agli stress, tendenza alla soppressione delle emozioni comprese quelle belle, alla depressione ed alla stanchezza, alla timidezza, vivere di ricordi del passato, sono altre sue caratteristiche.
La caduta dei capelli è sempre legata ad una disfunzione tiroidea ed intestinale; ripetuti aborti spontanei di cui non sembra esserci causa, dipendono quasi sempre dalla tiroide; le stipsi, incapacità a sopportare le situazioni difficili, cefalee, vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, confusione mentale, apatia, pigrizia, scarsità di interesse, depressione, pianto immotivato, edemi locali, perdita di peli sopra ciliari, lingua ingrossata spessa ed ematosa, ipercolesterolemia, eccesso ponderale, immuno soppressione, ipersensibilità alla palpazione della cartilagine costale (che viene diagnosticata come artrite...) sono sempre sintomi di disfunzione ipotiroidea.
In altri casi avremo “lampi di luce” o vertigine (transitori o continuativi) quando da posizione sdraiata passerà a quella eretta; oppure cefalee continue o transitorie con pressione energetica sulla base del collo (pressione cervicale).
Infine l’auscultazione del battito cardiaco: normalmente il primo suono è più profondo e sonoro del secondo; nell’iposurrenalico il secondo invece sarà identico od addirittura superiore al primo; anche nell’ascolto polmonare vi sarà lo stesso problema. Questi sintomi si presentano alle volte assieme ed altre alternativamente.
Questi squilibri ovviamente si riflettono anche a livello di riflesso nervoso e lo si può osservare anche nel “riflesso pupillare paradosso”; di norma ogni stimolo luminoso fa contrarre la pupilla e tale contrazione rimane per circa 30 sec.
Anche la cute va osservata perché può dare utili informazioni per conoscere la funzione della tiroide che in genere nell’ipotiroideo è secca, squamata e screpolata; le unghie sono in genere deboli e se striate in verticale indicano una carenza di ferro.
Lo iodio ed il ferro sono minerali antagonisti, per cui non bisogna mai assimilarli assieme ma alternativamente a 12 ore di distanza l’uno dall’altro.
Il sodio ed il potassio velocizzano l’ossidazione, aumentando il lavoro delle surrenali e della tiroide.
La spirulina (se essicate, proteine 61%; grassi 3,5%; zuccheri 14%) è un buon stimolatore della tiroide ed attiva il metabolismo e la circolazione. Calcio e magnesio al contrario hanno la tendenza a rallentarne la funzionalità.
Si suggerisce di preparare il pasto con queste percentuali: 60% di proteine (vegetali e biologiche integrali), 30% in carboidrati, 10% in grassi.
I rimedi naturali possono essere: crescione, succo di spinaci e di cavolo (verza) sono ricchi di iodio; il fuco costituisce un prezioso rimedio per i disturbi della tiroide, in quanto è un normalizzatore delle sue funzioni oltre all’idro terapia in loco e sul ventre.
Vi sono anche le tecniche di stimolazione con: auricolo terapia; agopuntura; shiatsu; riflesso terapia; digito pressione, ecc.
Nella persona iposurrenalica avremo 3 tipi di manifestazioni:
1) La pupilla si contrae e si decontrae in meno di 30 sec.;
2) La pupilla continua a dilatarsi ed a contrarsi, cioè a pulsare;
3) Una enorme dilatazione della pupilla; infatti molti pazienti lamentano un’ipersensibilità alla luce.
Si raccomanda agli iposurrenalici di EVITARE i digiuni senza un controllo con il mineralogramma.

Nel soggetto ipossidatore queste due ghiandole (tiroide e surrenali) funzionano al di sotto della norma ecco perché egli si sente stanco e non suda molto; a causa della diminuita funzionalità surrenalica i livelli di calcio e magnesio si innalzano a discapito di sodio e potassio.
Come sopperire a questa mancanza ? Non è certo solo il fatto di aumentare nella dieta tali minerali, ma bisogna sopra tutto cercare le vitamine e quei minerali (in forma chelata) che migliorano la funzionalità delle due ghiandole che non funzionano a dovere.
Le vitamine sono: E = 600 Ul, B6 = 200 mg., B1, C 2000 mg., manganese 30 mg., ferro, potassio 400 mg., zinco 25 mg. ed acido pantoteico.; complesso B (1-2 pillole al dì), proteine surrenaliche (2-6 pillole al dì), enzimi digestivi ed acido cloridrico (3-5 pillole al dì). Tutti questi valori devono essere dimezzati se l’ipossidatore è moderato.
Invece per l’iperossidatore che perde calcio e magnesio ed aumenta sodio e potassio bisogna ricercare vitamine e minerali (in forma chelata) che riducano sodio e potassio ed aumentino calcio e magnesio per poter rallentare la funzionalità di tiroide e surrenali.
Queste vitamine e minerali sono: B2, A 15000 mg., colina, inositolo, magnesio 600 mg., calcio 800 mg., rame 3 mg., zinco 25 mg., enzimi pancreatici (2 pillole al dì), proteine del timo (2-6 pillole al dì).
Durante questa terapia occorre contemporaneamente utilizzare le tecniche descritte nel Protocollo della Salute, ed occorre anche seguire i dettami della “dottrina termica”, secondo i principi della Medicina Naturale.
Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

L’Iperossidatore, ha un metabolismo, che “brucia” velocemente l’energia prodotta dagli alimenti; egli tende a “divorare” i propri tessuti, occorre quindi ridurre i carboidrati a favore dei grassi e delle proteine.
Si suggerisce di preparare il pasto con queste percentuali: 60% di proteine (alle volte vegetali e biologiche NON integrali, mentre occorrono quelle della carne), 10% in carboidrati, 30% in grassi; la sua dieta deve essere ricca sopra tutto in grassi.
Egli suda molto e ha scarsa sensibilità al freddo; la cute sarà facilmente grassa, spirito in genere tonico e molto stimolato, ma solo in apparenza perché travolto dallo stress ed incapace a risolverlo affrontandolo; quindi tende all’ansia ed alla paura, tendendo a vivere nel futuro; nei casi peggiori arriva alle sindromi maniaco/depressive, alla paranoia e l’ossessione.
Una delle principali concause del depauperamento di minerali, vitamine e dei fattori vitali, (alterazioni Termico/Nutrizionali, che generano le intossicazioni) nei corpi umani, oltre all’alterazione del pH dell’intestino, ed al conseguente aumento della termica viscerale, dovuto come abbiamo precedentemente visto agli errori alimentari ed agli stress, l’assunzione di bevande fredde o gelati, l’uso di farmaci, ma e soprattutto vaccini, ecc., la variazione dei giusti rapporti della flora batterica simbiotica, e l'alterazione del sistema enzimatico, vi è un’altra con-causa secondaria che va sempre tenuta in considerazione: l’infiammazione e la conseguente non funzionalità adeguata dello stomaco-duodeno (esso collega la parte bassa dello stomaco, il piloro, all’intestino tenue) e della valvola ileo cecale (essa collega l’intestino tenue al colon ed è sempre la concausa primaria dell’infiammazione dell’appendice); in genere essa produce qualche dolore più o meno forte nella zona destra del ventre ed è sempre la concausa dell’infiammazione della mucosa della parete intestinale.
Saper ripristinare, oltre alla termica viscerale e la flora batterica simbiotica, le loro funzionalità è uno dei primi approcci alla vera guarigione in quanto se la valvola ileo cecale è bloccata e la si può bloccare anche per origine nervosa frutto di continui stress troppo forti, non è possibile ripristinare il giusto pH, la giusta temperatura e la flora batterica simbiotica intestinale.
Oltre ai cataplasmi freddi, compresse fredde, fasciature fredde, tenute sul ventre lontano dai pasti o posizionati 3 ore dopo il pasto della sera e tenute per tutta la notte, per disinfiammare le parti, può essere utile manipolare in zona appendice, la valvola con opportune digito pressioni (per 10 volte) senza premere troppo, come indicato nei grafici allegati.
Ricordiamo che la malattia è SEMPRE una SOLA (l'ammalamento) ed e' un insieme di concause fisiche (sintomi) che derivano da UNA sola Causa: le Trasgressioni alle Leggi delle strutture Viventi prodotte dagli errati comportamenti Etici (incoerenza).
Ricordiamo poi la terribile funzione disturbatrice ed ingannevole dei vaccini e dei materiali tossici dentali, amalgami, ed anche delle protesi di metallo per le ossa che i chirurghi, utilizzano per certi pazienti, oltre alle otturazioni dentali dei dentisti poco scrupolosi al bene del loro paziente, e quella delle vaccinazioni, che sempre aggravano e di molto questi predisposizioni, favorendo l’alterazione dei giusti rapporti di funghi, microbi, enzimi, minerali, vitamine e fattori vitali, del “terreno”, i liquidi del corpo.

Tutti possono effettuare i controlli per trovare il tipo di ipo o iper ossidazione al quale appartengono con i dati contenuti in questo paragrafo e con i grafici allegati.
Nei grafici viene anche indicata la possibilità di “analizzarsi” abbastanza facilmente e da soli anche senza un mineralogramma effettuato da un laboratorio, rispondendo alle domande che sono indicate.
Sulle risposte (si) del gruppo 2 per un totale di 6-7 vi è un’indicazione di una grave tendenza all’iperossidazione.
Sulle risposte (si) nel gruppo 1 per un totale di 6-7 vi è indicazione di grave tendenza all’ipossidazione.
Più risposte (si) nel gruppo 2 rispetto al gruppo 1 vi è indicazione di moderata tendenza all’iperossidazione.
Più risposte (si) nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 vi è indicazione di moderata tendenza all’ipossidazione.
Uguaglianza di risposte nei due gruppi indicano tendenza all’ossidazione mista.
Ecco perché diviene indispensabile per ogni individuo conoscere i livelli dei minerali nel proprio corpo attraverso il mineralogramma in quanto gli permette di sapere i valori tessutali e quindi cellulari dei minerali organici.
Il grande vantaggio è quello di sapere anche le quantità ed il tipo di metalli tossici accumulati e di conoscere i rapporti quantitativi fra i minerali, sul tipo ossidativo, il grado di stress e sulla possibilità di predire le future malattie, in quanto esso segnala le disfunzioni metaboliche prima che se ne manifestino i sintomi.
Ecco perché la nutrizione di ogni individuo è da sempre la causa primaria di ogni disequilibrio, pertanto nella giusta terapia essa va sempre tenuta in primaria considerazione utilizzando anche degli opportuni integratori per ripristinare i giusti rapporti osmotici cellulari.
Una perdita di questi giusti rapporti vitali Termico Nutrizionali, specialmente fra i minerali traccia, porta senza indugio a carenze di energia, sofferenza e malattia.
La complessità delle inter connessioni fra questi minerali è nota ed un loro ingiusto rapporto fra di loro, porta a modificare le richieste vitaminiche e la funzione endocrina.
Con il Mineralogramma si è in grado oggi di conoscere le deviazioni e le possibili strade da percorrere per fornire al paziente i giusti integratori per poter normalizzare le deviazioni in tempi relativamente brevi.
Tutto questo può essere applicato alle vitamine ed al sistema endocrino consentendo un apporto terapeutico nutrizionale integrato e comprensivo.
Vi sono altre utili tecniche di analisi e di indagine che in questo trattato non vengono riportate in quanto non si vuole fare un’enciclopedia delle tecniche, ma bensì fornire al lettore un piccolo panorama delle molteplici possibilità che il “mercato tecnologico ed alternativo sanitario” offre, in modo che il tecnico od il paziente siano in grado di comprendere che esistono molte possibilità diverse da integrare a quelle praticate dalla medicina oggi imperante, per conoscere problemi di salute, identificarli e con la conoscenza appropriata riportare la salute del malato a livelli ottimali, seguendo le Leggi della Salute Naturale.
Siccome la malattia è di fatto una perturbazione del “sistema eco biologico” corporeo che segue uno schema identico e parallelo a quello del sistema biologico del pianeta Terra e quello del Creato nella Sua totalità, occorre quindi lavorare seguendo schemi identici, cioè “Etico eco biologici”, per riordinare le alterazioni acido/basiche che determinano le colonizzazioni fungine e quelle termico nutrizionali, disintossicando l’organismo, tutti fatti indotti dalle conflittualità generate dalle Trasgressioni Etiche alle Leggi del suddetto sistema.
Ricordiamo comunque che la malattia non ha la sua causa primaria nelle carenze di minerali e vitamine solamente, ma nasce dalle Trasgressioni Etiche ma sopra tutto quelle alimentari (aria, acqua, inquinate, cibi non adatti, vaccinazioni, amalgami, ecc.; queste trasgressioni, lo abbiamo già detto molte volte sono gli errori che si tramutano in carenze od eccedenze di determinati elementi indispensabili, che generano in seguito le disfunzioni endocrine e di conseguenza le mal funzioni organiche.
Ecco perché desideriamo porre l’accento per colui che iniziasse anche dalla tecnica del mineralogramma di ricordarsi, che deve contemporaneamente disinfiammare la mucosa gastro intestinale e ripristinare i giusti valori di pH, quelli termici e la flora batterica simbiotica enterica, per mezzo della “dottrina termica” abbinata all’opportuna alimentazione, per mezzo di micro diete + alghe + germogli - vedi: Protocollo della Salute.

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
Il riequilibrio nutrizionale DEVE seguire queste indicazioni:
1) Riordinare il tasso ossidativo, favorendo l’eliminazione dei metalli tossici accumulati.
2) Riordinare i rapporti sodio/potassio; favorire le digestioni intestinali riportando il pH della digestione ai suo valori naturali; migliorare le funzioni degli organi escretori.
3) Incrementare l’intolleranza ai carboidrati ed aumentare la produzione di energia a livello cellulare.
Commento NdR: Ogni malattia lo ricordiamo ancora una volta, nasce solo dal disordine del “Terreno” (principalmente i liquidi del corpo, vedi: Vari terreni), generati dalle azioni e dai comportamenti errati dei singoli individui (trasgressioni alle Leggi della Natura che determinano conflitti di ordine Spirituale, “non Etica”, azioni auto soppressive e quindi divengono la somatizzazione della disarmonia fra ciò che dovremmo essere e ciò che siamo); la malattia quindi non va aggredita come fosse un “demone da distruggere”, ma occorre agire fisiologicamente sul terreno (i liquidi del corpo) rinforzando ed aiutando l’organismo intero a reagire naturalmente per far sì che esso stesso sia il motore della propria auto guarigione arrivando alla eliminazione progressiva di tutte le cause Spirituali/emozionali che generano il dolore e quindi delle concause fisiologiche, sensori finali per la determinazione del disordine Spirituale iniziale.
Gli Errori Spirituali fanno compiere al soggetto azioni sbagliate che alterano SEMPRE l’autoregolazione ormonale ed il potere acido/basico (pH) ossido/riducente (rH) e quello dielettrico (rò) di tessuti e cellule, quindi i processi omeostatici si alterano e anche la Termica corporea, producendo moria della flora batterica intestinale, alterazioni Nutrizionali e quindi infiammazioni ed intossicazione di tutti i liquidi corporei, il terreno ed infine proliferazione anomala di funghi e batteri.
Quindi è la MEDICINA del TERRENO, (Spirituale e Fisico) che parte dalla ConoScienza dei processi naturali della Salute/malattia (malessere ...essere nel male) abbinata alle medicine mitocondriali, nutrizionali tecniche di riordino termico, ecc., quelle da perseguire e NON il tipo di medicina aggressiva ed invasiva oggi praticata.
vedi Cure NATURALI + TIROIDE + DIGESTIONE + Mangiare crudo = Crudismo + METABOLISMO + Stress Ossidativo - 1 + STRESS e SISTEMA IMMUNITARIO + Ansia, Stress e Cancro + Ossido-Riduzione + Emodieta + Acidosi=riordino del pH + Umeboshi ed altri prodotti naturali

vedi anche: Ipotiroideo-Iposssidatore (anche per il controllo della funzionalita' tiroidea)
(martedì 26 febbraio 2013 alle ore 17:02)
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micky74
La mia personale opinione è che, come spessissimo capita in questi casi di "discipline" alternative, i consigli di base sono corretti (frutto magari di esperienze positive di persone, etc..), ma il "sovra-strato" teorico che si cerca di cucirgli addosso è a dir poco fantasioso. Io ad esempio, stando alla descrizione data sono un iper-ossidatore, con pelle grassa, tendente all'ansia, etc...peccato che un'altra delle caratteristiche fondamentali indicate dell'IperOssidatore sia la "scarsa sensibilità al freddo".Io sono a dir poco (ma proprio a dire poco!!!) freddolossissimo. Quanto poi al rimedio di mettere "fasciature fredde" sul ventre (anche se lontano dai pasti), beh...considera che, esattamente al contrario, io d'inverno porto delle panciere per tenrre caldo l'intestino (come tutti i "sensibili/infiammati" di intestino). Per cui su questi due punti ci sono sicuramente scritte favole, segno che evidentemente conoscono poco ciò di cui stanno parlando.
(mercoledì 27 febbraio 2013 alle ore 15:28)
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