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Avatar_20160325232234.jpg   RICERCATORI DI PADOVA TROVANO LA PROTEINA RESPONSABILE DELLA VITILIGINE: POSSIBILE CURA DEFINITIVA?
(VITILIGINE > Nuove scoperte scientifiche)
tempista
Arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova una nuova possibile spiegazione sulle cause della vitiligine. A scatenare questa malattia della pelle, che appare sotto forma di macchie chiare, potrebbe essere una proteina. Finora, invece, si è sostenuto un malfunzionamento del sistema immunitario, senza però una piena conferma. Si aprono così nuove prospettive di cura.

L'ipotesi è frutto di cinque anni di ricerche, pubblicate nel Journal of Dermatological Science, rivista tra le più autorevoli sulla dermatologia. A guidare il team, Matteo Bordignon, giovane dottore con più di 20 pubblicazioni scientifiche internazionali all'attivo, da sempre interessato allo studio della vitiligine. La proteina monitorata si chiama Mia. È già nota in campo scientifico: il suo nome sta per "Melanoma inhibitory activity", anche se non rispecchia le vere funzioni della proteina. Di solito è coinvolta nello sviluppo di metastasi in caso di melanoma maligno, tumore della pelle che deriva dai melanociti, cellule assenti nella vitiligine in corso. «È stata una sorpresa enorme trovare il Mia su campioni di cute patologica ma non neoplastica», commenta Bordignon. Nella vitiligine, il fattore Mia attaccherebbe le integrine alpha5beta1, molecole di adesione tra i melanociti e la membrana basale, cioè la struttura che separa l'epidermide dal derma e su cui appoggiano i melanociti. Poi» continua Bordignon, «un secondo stimolo patogenetico, come traumatismo cutaneo esterno, stress ossidativo o autoanticorpi, provocherebbe il distacco completo del melanocita. Il melanocita, così, lascerebbe la scena senza attivare le sentinelle immunitarie dell'organismo, abbandonando la porzione di cute interessata assieme ai cheratinociti circostanti e quindi privandola del tutto della melanina».(r.b.)







Fonte: Il Mattino di Padova

Lo studio: Role of alpha5beta1 integrin and MIA (melanoma inhibitory activity) in the pathogenesis of vitiligo

Studio integrale: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0923181113001205

Studio integrale (disponibile su Emule): ed2k://|file|Role%20of%20alpha5bet...

Il Brevetto depositato: http://www.freepatentsonline.com/WO2012127352.html

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- RUOLO DI INTEGRINA ALPHA5BETA1 E DI MIA (MELANOMA INHIBITORY ACTIVITY) NELLA PATOGENESI DELLA VITILIGINE.
(venerdì 14 giugno 2013 alle ore 11:28)


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laura
Secondo voi perchè non stanno dando alcun risalto alla notizia? Forse è una bufala come le altre? Non ne parla più nessuno!
(venerdì 14 giugno 2013 alle ore 15:18)
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antodoca
Non si dà molto risalto perchè non è una "notizia", è uno studio che aggiunge poco o nulla rispetto ai precedenti... è da anni che si parla della proteina MIA come possibile bersaglio di una possibile terapia farmacologica. Altri studi confermano che la presenza/assenza/mutazione di altre proteine (mi viene in mente quella più recente la proteina HSP70i) sarebbero coinvolte nell'evolversi della vitiligine.
(sabato 15 giugno 2013 alle ore 15:30)
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dude
Al minuto 37 parla solo di un paio d'anni circa per avere una cura reale. Mi aspettavo tempistiche molto piu lunghe. Bella notizia!

(sabato 29 giugno 2013 alle ore 01:48)
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antodoca
Mi conforta sapere che entro due anni ci sarà la possibilità di agire sulla proteina MIA. Questo mi fa ben sperare sul fatto che già esistono molecole in grado di agire su questo target e che gli studiosi di Padova abbiano già in mente che tipo di molecole possano essere attive. Generalmente, infatti, per l'introduzione di un nuovo farmaco passano in media dai 10 ai 15 anni, se si fa riferimento a soli 2 anni vuol dire che le molecole probabilmente sono note e che sono caratterizzate da un profilo di sicurezza adeguato che non necessita studi approfonditi.
(lunedì 1 luglio 2013 alle ore 11:02)
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mia83
Che bella notizia! Speriamo davvero ci sia una cura concreta nel giro di un paio di anni, anke io condivido pienamente il commento di antodoca.... Comunque pensavo che il mio nick in questo forum è una coincidenza strana :0 cmq speriamo bene !
(lunedì 1 luglio 2013 alle ore 22:18)
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tempista
Buongiorno,
condivido un articolo de La Repubblica, gentilmente segnalato da un Membro del Gruppo FaceBook (Vitiligine: Psiche & Derma).

"STOP ALLA PROTEINA RESPONSABILE DELLA VITILIGINE CON UNA CREMA"

- http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/07/23/stop-alla-proteina-con-una-crema.html
(mercoledì 24 luglio 2013 alle ore 10:26)
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micky74
Sicuramente è una teoria in linea con la nostra comune esperienza che le macchie "nuove" sono relativamente semplici da ripigmentare, mentre per quelle "vecchie" è molto molto più difficile.
Approfitto per ripondere ad Alessandra (mi sembra), io no ce l'ho un dermatolgo da consigliarti (anche se l'IDI a Roma non è male, ma è un pò di massa).
I due consigli che però mi sento di darti sono appunto di aggredire subito le macchie nuove (quasi tutte le terepie funzionano sulle nuove, anche quella molto "stupida/semplice" che sto facendo io con Kelllina e Vitix, già dopo un paio di mesi ha iniziato a funzionare sulle nuove, mentre zero sulle vecchie): qeusto serve sia a bloccare l'espansione della viti sia è un enorme spintga psicologia.
L'altro consiglio è di comprarti una lampada di Wood "casalinga" da un ferramenta (20-30 euro) e di istituire un auto-controllo settimanale. Questo ti da la possbilità di vedere un pò prima che si manifesti quello che succede sotto la tua pelle, e quindi serve sia quando stanno per uscire macchie nuove, le puoi tamponare subito prima che diventino "visibili" e che ci "deprimano", sia iniziare a vedere un pò prima se una terapia funziona e quindi prendere coraggio ed insistere. A me sono successe entrambe le cose. Tra l'altro, una volta che la viti si è stabilizzata, nel caso di nuove macchie insorgenti, ripensando a se hai fatto qualcosa/mangiato qualcosa di particolare inziare ad individuare cosa ti fa male ed evitarlo. Io, ad esempio, pur essendo in una fase che un dermatologo definirebbe "stabile" (macchie recenti in regressione, quelle vecchie stabili) in realtà ho visto che ogni qual volta prendo un minimo (anche solo mezz'oretta) di sole, senza crema protettiva, subito escono macchie nuove nel lato del viso che è stato, anche casualmente, esposto...per cui d'ora in poi, starò attento.
(mercoledì 24 luglio 2013 alle ore 10:50)
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tempista
Aggiornamento sulla MIA (14/04/2016):

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Fino al 2013 la vitiligine era considerata una malattia autoimmune. Oggi uno studio, in corso di pubblicazione, conferma la scoperta realizzata nel 2013: la vitiligine dipende dall’azione della proteina MIA, responsabile del distacco dei melanociti. Allo studio una terapia che riuscirà a bloccare e contenere la malattia. Sarà verosimilmente possibile ripigmentare tutte le macchie, in tutte le sedi in cui si è manifestata e funzionerà per tutti i pazienti.

Ne parliamo con il dottor Matteo Bordignon, Dermatologo e Dottore di Ricerca (Padova), autore della rivoluzionaria scoperta.

Cos'è la vitiligine?

La vitiligine è un disordine della pigmentazione acquisito e cronico caratterizzato dalla presenza di macchie bianche, spesso simmetriche, che generalmente aumentano di dimensioni nel tempo e corrispondono ad una sostanziale perdita di funzionalità dei melanociti epidermici e talvolta di quelli presenti nei follicoli piliferi. In Italia ne soffre circa 1 milione di persone. Sebbene l’insorgenza della vitiligine possa avvenire a qualsiasi età, la fascia di popolazione più colpita va dai 10 ai 30 anni, con un picco attorno ai 20 anni. La forma di vitiligine più comune, chiamata non-segmentaria, è purtroppo la forma più evidente poiché nella maggioranza dei casi si localizza al volto, mani e piedi, oltre che in altre sedi cutanee quali gomiti, ginocchia e diffusamente nel tronco. Talvolta la vitiligine può colpire anche capelli o peli, con il conseguente sbiancamento del fusto pilifero coinvolto.

Che relazione esiste eventi stressanti e l’insorgere della malattia?

L'origine della malattia è genetica, ma l’insorgenza risente moltissimo dello stress.

La relazione tra eventi ad alto livello di stress e la manifestazione della malattia è molto stretta.

Per le donne può manifestarsi anche a seguito della gravidanza. Lo stress provoca cambiamenti biochimici molto importanti ed è in grado di attivare la produzione della proteina MIA, causa della vitiligine.

Nella sua esperienza riscontra molti casi di vitiligine nei bambini?

Purtroppo ultimamente sto riscontrando un aumento, anche con esordi della malattia in età molto precoce, intorno ai 3/4 anni. Sono casi molto difficili da curare, intanto perché l’estensione è da subito rilevante e soprattutto perchè l’interesse primario deve essere quello di salvaguardare l’organismo in crescita, sono pochi i prodotti che si possono usare in età pediatrica.

Come la sua scoperta ha cambiato il modo di considerare la vitiligine?

La scoperta del ruolo della proteina MIA in relazione alla Vitiligine ha scardinato tutte le convinzioni legate alla patologia. Si credeva fosse una malattia autoimmune, ma non ci si riusciva a spiegare l’assenza dei segni clinici tipici delle malattie autoimmuni, cioè i processi infiammatori. La pelle di chi soffre di vitiligine è strutturalmente sana e si credeva che fosse il sistema immunitario ad aggredire i melanociti, creando così le macchie bianche.

Oggi sappiamo che il meccanismo che spiega tutte le caratteristiche cliniche della vitiligine si basa su un distacco dei melanociti dalla membrana basale ad opera della proteina MIA con il supporto di alcune concause.

I melanociti non vengono pertanto distrutti dal sistema immunitario, ma semplicemente se ne vanno "in silenzio", grazie all'azione di questa proteina, supportata dal trauma legato alla frizione.

Quali sono oggi le terapie per la cura della vitiligine?

Ad oggi sono disponibili integratori che hanno proprietà antiossidanti per la cute: sono veramente molto utili. Vi sono sostanze lenitive o ad azione rigenerante che favoriscono la pigmentazione. Anche le creme immunomodulatrici funzionano in quanto in grado di stimolare alcune particolari funzioni dei melanociti. Vi è la fototerapia, vale a dire l’esposizione del corpo ad una fonte di luce ultravioletta, normalmente del tipo UV-B. Esistono poi alcuni trattamenti chirurgici, uno fra tutti il trapianto dei melanociti, ma secondo me, hanno una debolezza sostanziale: sappiamo che il trauma stimola la proteina MIA ad agire, infatti le zone maggiormente colpite dalla vitiligine sono quelle sottoposte a frizione – pensiamo alle mani o alle ascelle – quindi ritengo l’approccio chirurgico concettualmente sbagliato.

Cosa ne pensa delle terapie alternative per la cura della vitiligine?

La vitiligine è una patologia complessa anche nella sua definizione. E’ considerata una malattia cosmetica, questo perché non ha connessione con sintomi o altre patologie sistemiche, non limita l’aspettativa di vita. Certamente però, soprattutto nei casi più gravi, pregiudica la qualità della vita. Ha un impatto psicologico rilevante e spesso ciò induce le persone a provare su loro stesse terapie senza alcun fondamento scientifico; il punto è che a volte può capitare che sembrino efficaci. La vitiligine è una patologia che a volte presenta delle regressioni spontanee, per poi riproporsi nel tempo. Vi sono alcune terapie veramente fantasiose e costituiscono un grande rischio per la salute del paziente. E’ sempre importante utilizzare prodotti con provata efficacia, scientificamente validi.

Per la vitiligine è utile il trattamento precoce?

Come per tutte le malattie croniche progressive, qual è la vitiligine, prima si interviene, prima si riesce a contenerla. Il punto è che ad oggi non abbiamo una terapia che è sicuramente efficace, abbiamo delle opportunità terapeutiche. Nelle fasi precoci l’utilizzo degli antiossidanti è certamente ancora più utile. Più in generale è bene sempre fare qualcosa per contenere l’estensione.

Qual è il futuro prossimo per la terapia della vitiligine e qual è il suo consiglio alle persone che ne soffrono?

Abbiamo approfondito le evidenze del nostro studio pubblicato nel 2013. Adesso conosciamo con certezza la relazione tra proteina MIA e vitiligine. La proteina MIA non ha nessuno inibitore naturale o sintetico e abbiamo dovuto crearlo in laboratorio; l’abbiamo creato e lo stiamo sperimentando.

In un prossimo futuro avremo un farmaco in grado di contrastare e contenere la malattia.
Il mio consiglio a quanti soffrono di vitiligine è di non sospendere le cure, di contenerla e di affidarsi a medici competenti che possano proporre soluzioni salvaguardando sempre la salute generale e il benessere della pelle.


Il mio consiglio a quanti soffrono di vitiligine è di non sospendere le cure, di contenerla e di affidarsi a medici competenti che possano proporre soluzioni salvaguardando sempre la salute generale e il benessere della pelle.

Fonte: http://www.pensallasalute.com/vitiligine-terapia-efficace-bordignon/
(venerdì 15 aprile 2016 alle ore 09:37)
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simona
Ciao a tutti,

qualcuno di voi si è recato per una visita dal dott Matteo Bordignon?
Se si cosa vi ha detto? Quali cure utilizza in attesa dell'arrivo dell'eventuale crema che curerebbe la vitiligine?

Attendo vostre risposte.

Buona giornata a tutti
Simona

(mercoledì 20 aprile 2016 alle ore 15:24)
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oma79
Io ci sono stato e se devo essere sincero sono stato dentro 5 o forse 10 minuti per sentirmi dire alla fine che ad oggi nn c'è nessuna cura nessun trattamento mi ha dato degli integratori e una crema ad alta protezione per quando si va al sole.
Se tornassi indietro i soldi me li terrei in tasca.
Dopo questa visita tra l'altro la mia malattia ha avuto un periodo di progressione piuttosto veloce e dopo un anno mi sono rivolto a settembre al dott. Menchini di pisa userà il cortisone per bloccarla poi piperina e un'altra crema fatto sta che da settembre prima visita la vitiligine a gennaio è bloccata e ora si cominciano a vedere i primi risultati.
Io ho comprato una lampada cosi i trattamenti li faccio a domicilio ogni sera o quasi.
Spero di essere stato utile
Ciao a tutti
(venerdì 22 aprile 2016 alle ore 11:00)
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antodoca
Utilizza un farmaco topico, antiossidanti e protezione solare. Non consiglia esposizioni solari o lampade ma non vieta il sole. Mi sembra molto proiettato sulle sue ricerche.
(mercoledì 25 maggio 2016 alle ore 09:39)
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bassista59
Oma79, hsai perfettamente ragione...il Veneto non va bene..il Toscano si..
(sabato 3 settembre 2016 alle ore 10:20)
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