Discussione
Avatar_20160325232234.jpg   IL POTERE DELLA MENTE E LA FISICA QUANTISTICA
(PSICHE > Fisica quantistica)
tempista
Il nostro pensiero crea la realtà che ci circonda.

Questo emerge dagli ultimi studi di fisica quantistica.

Seppur in modo inconscio l'uomo è un creatore continuo, infatti quando pensa, parla, desidera, soffre, gioisce, ecc., crea delle strutture energetiche attorno a sé, che saranno tanto più potenti e resistenti, quanto più forti sono stati i pensieri, i sentimenti, i desideri, e le emozioni che le hanno generate. In questo modo viene a crearsi una struttura energetica vitalizzata che prende il nome di "forma-pensiero"

Ecco perché è importante l'approccio ad un problema, ad una terapia, ad un evento, ad una giornata importante, ad un impegno di qualunque tipo.

Facciamo un esempio: un paziente convinto che quella terapia non porterà mai a nulla si auto-saboterà e per un motivo o per un altro non guarirà.

Magari smetterà di andare dal terapista, o rimanderà gli appuntamenti rendendoli meno incisivi, durante la terapia farà resistenza, produrrà meno endorfine durante la giornata (l'ormone della felicità e della guarigione), accumulerà stress e frustrazione.

Si sa, ‘la mente mente' e l'uomo è in grado di fare tutto ciò inconsciamente solo perchè convinto che "tanto non servirà a nulla", "tanto non guarirò mai", "tanto il mio problema è ereditario", "tanto sono troppo sfortunato" e così via.

La natura è una e segue delle leggi ben precise.

Se si dà l'opportunità al corpo di funzionare seguendo la natura, la situazione non potrà che migliorare.

Se eliminiamo gli ostacoli mentali distruttivi e li sostituiamo con schemi mentali produttivi e positivi, la nostra mente lavorerà con ottimi risultati per l'intero organismo psico-fisico.

La nostra fisiologia crea la malattia per darci un feedback, per farci sapere che abbiamo una prospettiva sbilanciata o che in quel momento non proviamo amore e gratitudine.
I segnali e i sintomi fisici in questa ottica non sono così terribili.
L'amore, la gratitudine e il pensiero positivo dissolvono ogni negatività nella nostra vita.
Il riso attrae la gioia, elimina la negatività e produce cure miracolose.


LA MENTE NON CONOSCE LA NEGAZIONE

Chiedete ad una persona di NON pensare ad una Ferrari... la prima cosa che visualizzerà sarà proprio una Ferrari.

Quando focalizziamo la nostra attenzione sulle cose che non vogliamo ("non voglio fare tardi", "non voglio ammalarmi", "non voglio perdere") la mente non presterà ascolto al fatto che non le vogliamo, ma procurerà le cose che stiamo pensando (malattie incluse) e infatti poi si verificheranno puntualmente.
La mente non tiene conto dei "no", dei "non" o qualsiasi altra negazione. E lavora per attrarre ciò che non vuoi.

Ecco perché è importante focalizzare l'attenzione su ciò che si vuole.

"Ciò a cui resistiamo persiste." – Drew Heriot

"I pensieri emanano quel segnale magnetico che attira verso di te i loro omologhi." – Joe Vitale

"Realizziamo qualunque cosa pensiamo e per la quale esprimiamo gratitudine" - Dottor John Demartini

"Non c'è posto per la malattia in un corpo sano dal punto di vista emozionale. Il tuo corpo elimina milioni di cellule al secondo e nello stesso tempo ne crea milioni di nuove" – Bob Proctor

Fonte: link
(lunedì 21 maggio 2012 alle ore 12:53)


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dolcissima
Si ultimamente mi è capitato di leggere un libro sulla fisica quantistica,e di vedere dei video su you tube molto interessanti....è un argomento sicuramente da approfondire...
(mercoledì 23 maggio 2012 alle ore 21:26)
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marirosa
Molto interessante questo articolo.Lo scorso ottobre, mentre mi trovavo in Francia, ho fissato un appuntamento con una psicologa-dermatologa che utilizza le frequenze, sulla base della fisica quantistica. Questo metodo è molto diffuso in Francia e in Svizzera e si chiama "Analisi e reinformazione cellulare" ed è stato "scoperto" dal fisico/medico Michel Larroche.
L'Analisi e Reinformazione Cellulare parte dal principio stabilito dalla fisica quantitistica che la particella di materia e l'onda di informazione sono una sola ed identica cosa, in continuo "switch" tra materia ed energia. Questo implica che la memoria di un trauma o di un condizionamento, portata come le altre informazioni da un'onda energetica, può benissimo modificare i parametri della materia e causare una patologia.
La dott. che mi ha visitato ha utilizzato diversi diapason per la lettura delle frequenze e sulla base dell'interpretazione di queste frequenze ha espresso il suo parere. Ero molto scettica e forse solo curiosa, ma questa visita è stata importante. Lei ha letto una traccia di dolore familiare che si trasmette per via femminile di generazione in generazione e, nel mio caso, l'ha identificata in momenti precisi della mia vita. Non è stata un'indovina o una chiromante, per carità. personalmente fuggo da questi personaggi. questa dottoressa mi ha dato una spiegazione diversa della mia tiroidite e della vitiligine, legandola ad eventi e mie reazioni a questi eventi. La visita è durata circa due ore, il costo? 60 euro, con fattura. Mi ha prescritto prodotti naturali, fermenti lattici, minerali e ... una frase. Sì, una frase da leggere a me stessa ogni giorno. Questa esperienza non è stata la guarigione, ma un passo importante verso una maggiore consapevolezza. Un passo importante, credo, verso la guarigione.

Per chi vuole approfondire: http://www.arc-energie.com/it/methode.php
(lunedì 10 settembre 2012 alle ore 13:47)
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micky74
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Premio Nobel per la chimica agli studi sui "sensi" delle cellule
L'accademia svedese ha premiato a due ricercatori americani - Brian Kobilka e Robert Lefkowitz- per le loro ricerche sui recettori delle cellule, che le aiutano ad adattarsi all'ambiente esterno e a reagire a stimoli come luce, odori, sapori. Quasi la metà dei farmaci agiscono sulla base di questi "recettori accoppiati alle proteine G"
di ELENA DUSI
IL CORPO umano è un insieme di miliardi di cellule che parlano in continuazione tra loro. La scoperta delle "antenne" che le cellule usano per comunicare e ricevere le informazioni dall'ambiente esterno è stata appena premiata con il Nobel della chimica, assegnato ai due scienziati americani Brian Kobilka, 57 anni, e Robert Lefkowitz, 69.

Sono stati loro i primi a scoprire una categoria di recettori (chiamati recettori della proteina G) che permettono alle cellule del nostro corpo di svolgere due funzioni basilari per la vita: comunicare e adattarsi alle condizioni del mondo esterno. Le "antenne" svelate dai due ricercatori dalla fine degli anni '60 permettono alle cellule di reagire a stimoli come luce, calore, odori e sapori. Ma sono anche alla base del "servizio postale" in funzione all'interno del nostro corpo, composto da sostanze come serotonina, adrenalina, istamina, dopamina e tante altre. Paura, gioia e sonno al finire della giornata sono tutte sensazioni mediate da questa classe di recettori, che ha svolto il loro lavoro nel corso di buona parte dell'evoluzione dell'uomo.

"Circa la metà dei farmaci in uso attualmente - ha scritto il comitato dei Nobel nella sua motivazione - sfruttano il meccanismo dei recettori della proteina G". Ogni medicina infatti e un "messaggio" introdotto dall'esterno per spronare l'organismo a reagire. Non è un caso che questo settore di studi sia al centro degli sforzi delle aziende farmaceutiche e di biotecnologia
per affinare la produzione di beta-bloccanti (usati per il cuore), antistaminici, psicofarmaci e tanti altri medicinali più efficaci e con meno efftti collaterali.

La coppia di scienziati americani si dividerà i circa 900mila euro associati al Nobel (il premio è stato decurtato di circa il 20% negli ultimi 10 anni a causa della crisi finanziaria e dell'inflazione). Il comitato selezionatore ha avuto qualche difficoltà a rintracciare Lefkowitz, che ha l'abitudine di dormire con i tappi nelle orecchie, nella sua casa alla periferia di Washington. C'è voluto l'intervento della moglie per svegliarlo e far arrivare la buona notizia a destinazione.

Il più anziano fra i due vincitori ha iniziato a fare ricerca in questo settore nel 1968. Per capire come potessero le cellule percepire le variazioni del mondo esterno le ha messe in contatto con alcuni ormoni legati ad atomi radiattivi (osservabili al microscopio grazie alla loro fosforescenza), riuscendo a scovare i recettori che li accoglievano. L'allievo Kobilka, figlio dell'era della genomica, ha una quindicina di anni più tardi individuato quale frammento del Dna si occupa di assemblare le "antenne" delle cellule. E ha concluso la sua opera nel 2011 con quella che il comitato dei Nobel nella motivazione del premio ha descritto come "un'opera d'arte molecolare": l'immagine di un recettore nel momento esatto in cui entra in contatto con un ormone, si attiva e invia il segnale all'interno della cellula.
(mercoledì 10 ottobre 2012 alle ore 15:03)
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